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agosto 2018

Per il centenario del Bauhaus Thonet presenta una duplice rivisitazione della sedia S 533 F a cura di Besau Marguerre

 

Design: Ludwig Mies van der Rohe (1927), rivisitazione: Besau Marguerre (2018)

 

Thonet celebra i 100 anni del Bauhaus con un’edizione limitata della celebre cantilever
S 533 F di Ludwig Mies van der Rohe. I due quotati designer di Amburgo Besau e Marguerre hanno sviluppato due nuove versioni della sedia S 533 F con braccioli che, grazie a un sapiente abbinamento di colori e materiali sensuali, rendono più che mai attuale l’iconico modello in tubolare d’acciaio. Nelle due nuove varianti studiate per il centenario, una con telaio cromato perlato e cuoio color antracite e l’altra con telaio cromato color champagne e cuoio rosé chiaro, la funzionalità del Bauhaus si sposa ad un look & feel particolarmente caldo.

 

“L’impiego volutamente limitato di materiali, l’eleganza delle linee e la trasparenza nell’effetto, caratteristiche peculiari del modello S 533, ci hanno suggerito di riprendere il concetto ‘less is more’ di Mies van der Rohe ricercando, allo stesso tempo, il contrasto fra funzionalità e morbidezza”, così Eva Marguerre spiega l’approccio seguito insieme al collega Marcel Besau. Per reinterpretare la cantilever S 533 F, disponibile da settembre 2018 in un numero limitato di 100 esemplari in antracite e 100 in rosé, i due designer hanno puntato su materiali e tonalità calde. Dal progetto sono scaturite due sedie complementari, che possono essere perfettamente accoppiate o inserite da sole per dare un tocco di classe all’ambiente.

La variante classica ed elegante con telaio cromato perlato, sedile e schienale in cuoio finitura nabuk color antracite, come pure il suo pendant con telaio cromato opaco color champagne, sedile e schienale in cuoio finitura nabuk di colore rosé, alludono entrambe alla calda patina dei primi modelli cantilever degli anni ‘20 e ’30, quando i telai erano ancora nichelati.

Anche i due esemplari di sedia cantilever senza gambe posteriori ideati per il centenario devono la propria particolare comodità all’effetto elastico permanente che Mies van der Rohe ha ottenuto con la grande curvatura ad arco della parte anteriore del telaio in tubolare d’acciaio temprato. Grazie alla sua capacità oscillante, la S 533 segue i movimenti della persona, rendendo così superflua un’ulteriore imbottitura.

 

“Lavorare su un design così peculiare è stato molto stimolante per noi. Mentre la maggior parte delle creazioni degli anni ‘20 erano sobrie e funzionali, in questo modello riconosciamo la cifra stilistica dell’architetto: nella cantilever di Mies, funzionalità e comfort si sposano con un’estetica senza tempo. Ci siamo riproposti di riportare ai giorni nostri esattamente queste caratteristiche. Ci è saltata all’occhio la versatilità di questo classico di epoca Bauhaus ed abbiamo capito subito che la S 533 F meritava più di una rivisitazione. Ecco come è nata l’idea di proporre la coppia di sedie”, spiega Marcel Besau.

 

La nascita della sedia cantilever

 

In qualità di direttore dell’esposizione “Die Wohnung” (L’abitazione), organizzata a Stoccarda nel 1927 dal Deutscher Werkbund e diventata famosa come quartiere Weissenhof, Ludwig Mies van der Rohe venne a conoscenza dell’esperimento del collega olandese Mart Stam. Nel 1926, Stam aveva presentato il suo pioneristico progetto di sedia a sbalzo priva di gambe posteriori, basata su due cubi sovrapposti. Nel proprio progetto di sedia cantilever, Mies van der Rohe sostituì i cubi sovrapposti con un ampio arco che conferiva alla sedia, all’epoca unica nel suo genere, la sua caratteristica oscillante. Il prototipo di Mart Stam, realizzato utilizzando tubi del gas, era di tipo statico e non molleggiato. Le curvature della sedia furono realizzate inserendo dei raccordi a gomito. Mies van der Rohe sfruttò invece la tecnica del tubolare d’acciaio curvato piegato a freddo, grazie alla quale il materiale conservava inalterate le sue proprietà elastiche. Sia il primo modello di Stam che la sedia di Mies van der Rohe furono presentati nel 1927 nel quartiere Weissenhof a Stoccarda. Dal 1932 il modello S 533, denominato inizialmente “MR 533”, è un componente integrante e stabile della collezione Thonet. Con la nuova edizione limitata, la sedia in tubolare d’acciaio è di nuovo disponibile anche con braccioli (S 533 F).

 

Ludwig Mies van der Rohe

 

Nasce ad Aquisgrana nel 1886 e, a soli 22 anni, entra a far parte dello studio di architetti di Peter Behrens dove incontra Walter Gropius e Le Corbusier. Inizia come architetto di ville, ma la fama arriva con il progetto dello spettacolare grattacielo di vetro con facciata continua sulla Friedrichstrasse, vicino alla stazione ferroviaria di Berlino.  Diventa presto uno dei protagonisti dell’edilizia innovativa che si contraddistingue per l’uso del vetro e dell’intelaiatura metallica. Grazie agli spazi fluidi, da lui progettati sulla base di piante libere, diventa poi uno dei più importanti precursori del nuovo stile architettonico. Responsabile della direzione artistica del Deutscher Werkbund dal 1925, nel 1927 dirige la realizzazione del quartiere di quello che divenne famoso come quartiere Weissenhof a Stoccarda nell’ambito dell’esposizione “Die Wohnung”. Nel 1930 Mies van der Rohe viene nominato da Walter Gropius direttore del Bauhaus di Dessau, che fa poi chiudere nel 1933, anche per evitare che il regime nazista ne assuma il controllo. Emigra quindi negli USA.

Nel 1938 è chiamato a Chicago, dove viene incaricato di dirigere il dipartimento di architettura dell’Armour Institute, in seguito Illinois Institute of Technology. Questa investitura lo porta molto in alto, fino a divenire uno degli architetti più influenti al mondo. I suoi edifici con struttura a scheletro in acciaio portante e immense tamponature in vetro, come il Seagram Building di New York (1958) o la Nationalgalerie di Berlino (1968), rappresentano due esempi di eccellenza dell’architettura moderna. I mobili da lui ideati, divenuti anch’essi famosi, nacquero essenzialmente come complementi di arredo in funzione dei suoi progetti architettonici. Ludwig Mies van der Rohe muore nel 1969 a Chicago.

 

Studio Besau-Marguerre

 

Eva Marguerre (nata nel 1983) e Marcel Besau (nato nel 1980) si sono laureati in design di prodotto, ma hanno integrato i loro studi anche con il design espositivo e grafico. Nel 2011 hanno fondato lo studio di design Besau-Marguerre ad Amburgo. Definiscono il loro atelier di Eimsbüttel un crogiuolo di diverse discipline nel quale vengono realizzati i progetti più disparati nei settori del design di prodotto, architettura degli interni, styling e comunicazione visiva. Il loro lavoro creativo ruota tutto intorno alle domande: “Come viviamo gli oggetti? Come interagiamo con loro? In che modo utilizziamo i prodotti e qual è il ricordo che ne conserviamo nel tempo?”.

Non solo forma e funzione, ma anche colori e materiali svolgono un ruolo di primo piano in tutti i progetti dei due designer che prestano un’attenzione particolare al contesto. L’approccio creativo interdisciplinare comune produce idee originali e oggetti che, spesso, coniugano l’impiego sperimentale di materiali inusuali e colori sgargianti. L’obiettivo primario della coppia è suscitare emozioni ed esperienze sensoriali e per fare questo ricorrono in egual misura alla produzione analogica di prototipi e all’utilizzo di tool digitali per il design.

Il portafoglio clienti di Besau-Marguerre comprende marchi del calibro di artek, e15, Vitra e authentics.

 

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